Un grande appuntamento di divulgazione storica
Nasce a Rieti il Festival dei Popoli Italici, che si svilupperà nell’arco di tre giornate: 8, 9 e 10 maggio 2026. Sedi dell’evento saranno il Museo Civico e il Teatro Flavio Vespasiano.
Protagonisti alcuni fra i maggiori studiosi italiani del mondo antico.
L’iniziativa – spiega il sito online – vuole coniugare l’alta qualità della proposta culturale con la corretta divulgazione storica attraverso lezioni di storia appassionanti curate dai relatori più qualificati. Propone anche lezioni – spettacolo serali e una fiera del libro alla quale partecipano le principali case editrici italiane.
Tanti i nomi famosi tra i docenti: dall’ex Soprintendente archeologo di Roma, Adriano La Regina, agli etruscologi Alessandro Naso e Valentino Nizzo, da Andrea Carandini e Filippo Coarelli alla direttrice del museo civico di Rieti Francesca Lezzi a Giovanni Brizzi, emerito dell’ Università di Bologna, e Giusto Traina, passato dalla Sorbona all’Università del Salento e Stefano Mancuso, scienziato e divulgatore.
La scelta di Rieti
Le considerazioni sulla scelta di Rieti e della sua provincia come sede della manifestazione sono molte e naturali, a partire dalla millenaria epopea dei Sabini, progenitori della civiltà di Roma fino alle testimonianze importantissime e ancora poco conosciute del popolo degli Equi, che nell’antichità abitava l’attuale Valle del Salto.
Rieti é infatti l’ombelico d’Italia, non solo in senso geografico ma anche storico.
Cotilia e la valle del Velino, secondo Marco Terenzio Varrone, Festo, Dionigi di Alicarnasso, Catone, Strabone, Plinio e molti altri autori classici, furono la culla dell’Italia preromana, la terra eletta della Primavera Sacra, il rito in nome del dio Marte dal quale, sotto le insegne totemiche di un animale consacrato alla divinità, partirono le migrazioni dalle quali nacquero via via i favolosi popoli italici.
Da questi antichi popoli germinò la prima cultura italica e la civiltà stessa di Roma: Umbri, Sabini, Equi, Falisci, Etruschi, Latini, Piceni, Ausoni, Enotri, Sardi, Sicani, Elimi, Reti, Euganei, Liguri, Stoni, Camuni, Veneti, Siculi, Carencini, Pentri, Caudini, Irpini, Frentani, Volsci, Lucani, Bruzi, Marrucini, Marsi, Vestini, Osci, Apuli, Peligni, Liburni, Dauni, Peucezi, Messapi.
Più di ottanta popoli, il cui ricordo, in molte regioni italiane, è alimentato da associazioni culturali e da una intensa attività di rievocazione e ricostruzione storica.
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